8 mesi…

Ma ci credete che sono passati già 8 mesi dall’arrivo di Pinino? Io no!
Eppure è così. Lui ora mangia le pappine, sgranocchia mele, biscotti, croste di pizza…
Sta quasi seduto da solo, o meglio sta seduto, ma deve ancora capire bene che se si butta di scatto all’indietro si fa male.
Sta cominciando ad alzare il culetto per gattonare.
Sta appeso ai maniglioni del box.
Chiacchiera tantissimo.
Ride sempre e sorride a tutti.
Ha cominciato ad abbracciare.
Sta tutta la mattina e metà pomeriggio con il nonno, senza fare storie.
Ha cominciato a non dormire la notte, ormai è grande vuole fare le ore piccole.
Diventa ogni giorno sempre più furbo e sveglio, si prenderà presto gioco di me come niente, già lo so.
Ama le canzoncine, ancor più dei cartoni ama le sigle. A quanto pare un certo amore verso la musica glielo abbiamo tramandato.
Ama rotolarsi nel lettone e anche sul fasciatoio, cambiarlo è diventato un’impresa ormai.
Ama mordicchiare le braccia di mamma, probabilmente i famigerati dentini stanno cominciando a bussare (per la gioia dei nonni e parenti secondo i quali dovevano già spuntare 5mesi fa…).
È curioso. Appena entra in una casa, anche la sua, deve fare il giro di ispezione.

E cresce, cresce, cresce … otto mesi fa lo tenevo fra le mani quasi e ora è lungo quasi la metà di me!

Auguri Pinino della mamma, stai crescendo troppo in fretta, ma sono contenta di vederti crescere così bello.
FL

I have a dream…

I have a dream. Dormire.

 

Pare che il mio rientro al lavoro combaci con la definitiva fine del mio sonno. O meglio di un sonno che duri più di un’ora consecutiva.

Pensavo si trattasse solo di una coincidenza astrale, ma dopo 4 settimane comincio a pensare che sia molto più che una coincidenza.

Forse Pinino ha sentito troppo il distacco, passare dallo stare con me 24 h su 24 a non vedermi dalle 8 alle 15:45 magari è stato troppo traumatico. Dovevo distaccarmi più gradualmente? E chi lo sa…

Eppure quando la mattina lo porto dal nonno non versa una lacrima, anzi ride e gioca. Anche durante il giorno, zero capricci, addirittura quando in pausa vado a trovarlo lui dorme! I primi giorni riuscivo a farlo pranzare, ora mi devo accontentare di guardarlo nel lettino e fargli 2 carezze. Poco male per carità…

Il pomeriggio vado a prenderlo al parco, grandi feste, sorride, mi abbraccia, andiamo a casa lo allatto, giochiamo. Tutto benissimo fino alle 9:30/10 che andiamo a dormire. Poi inizia la festa.

Ogni ora, se non anche ogni mezzora (e non lo dico per dire)  si sveglia.  Si fa il suo piantino, gli do il ciuccio, l’acqua, la tetta, 2 coccole a seconda dell’orario. Fatto sta che non si riesce più a fare più di un’ora consecutiva di nanna. Da quasi 4 settimane appunto.

 

Le uniche 2 notti che ha dormito qualche ora di fila è stato quando ha saltato la poppata.

Quindi stasera proverò a fargliela saltare volutamente…magari è un problema di digestione.

 

Altrimenti, ahimè, dovrò rassegnarmi al fatto che è il suo modo di farmela pagare per non essere tutta sua 24 su 24 😉

 

Vedremo…

 

Intanto sogno ad occhi aperti di dormire. Buonanotte 

FL


There’s no rest for the moms : storia di rientri.

Il rientro…beh che dire, me lo aspettavo più traumatico tuttavia.

La notte prima del rientro non ho chiuso occhio, non per colpa di Dennis, ma credo per l’ansia da prestazione. L’ansia di dover di nuovo vivere la mia vita in funzione dell’orologio.

Non che prima non lo guardassi, ma ora l’orario torna ad essere tassativo e non si scappa.

C’è l’ora esatta per svegliarsi, quella per uscire di casa, quella per la durata della colazione. Ho adorato far colazione senza fiato sul collo, leggendo il giornale, guardando un cartone con mio figlio…ora torno a ingurgitare te e biscotti in 5 minuti.

E torno a correre. Corri a fare i letti, corri a cambiare il bambino, corri a vestirti, corri a preparare le pappine, corri fuori di casa, corri dai nonni, corri a lavoro…

Ma poi, a mezzogiorno a casa e il pomeriggio al parco, corro da lui che mi sorride e mi abbraccia a modo suo strappandomi i capelli e ciucciandomi la faccia e allora passa immediatamente tutto.

Lavorativamente parlando non è cambiato proprio nulla. Credevo di venir declassata o ‘mobbingzata’ e invece mi hanno rimesso esattamente dove ero, e anzi già che ci siamo vedi di fare quello che facevi in 8 e più ore nelle 6 dell’allattamento. Credevo di aver dimenticato come si lavorasse e invece ho le mani che vanno ancora da sole e ricordo ancora perfettamente tutto o quasi dopo un anno di fermo. Raccapricciante… ma da una parte menomale, visto che col mio rientro tutti se ne stanno andando in ferie e io sono abbandonata a me stessa come ai vecchi tempi a fare il lavoro di 2. In 6 ore. Per ora ancora non soffro più di odio sociale verso tutto e tutti (per ora…), ma mi riservo di aspettare ancora un po’ 6 ore invece di 8 sono un altro vivere e ancora non ci siamo trasferiti lontano (si, ho la fortuna di lavorare vicino casa…ancora per poco).

Per farla breve comunque devo fare la triste ammissione : tornare al lavoro è fisicamente meno stancante di fare la mamma a tempo pieno. Odio doverlo dire ma è così. Stare seduta per 6 ore di fila è fisicamente parecchio rilassante rispetto a tenere in braccio un bambinone di 8 kg e mezzo. Ciò non significa che continuo a preferire essere più stanca e fare la mamma a tempo pieno, ma non facendo Onassis di cognome e con l’arrivo imminente del nuovo bolide familiare, questo è quanto!

Si, perché a quanto pare il binomio figlio-macchina familiare è quasi inevitabile…oramai se si parte per un viaggio le cose da portare sono parecchie ed ingombranti e già la mattina per la piccola trasferta casa-nonni avere una macchina spaziosa fa la differenza.

Quindi : un ‘bentornata’ a me nel mondo dei comuni mortali con la piccolissima differenza che ora sono ‘’razzi amari’’ perché il nuovo mantra è ‘’there’s no rest for the mums’’.

FL

PS. Ve l’ho già detto che mio figlio da quando lavoro non dorme più? Ah ecco,ve lo dico ora!it-s-all-over-now-peasants-get-back-to-work