Farfugliamenti pre cambiamento

La vita della mamma è un vero casino.

Ma per fortuna noi settimana prossima ce ne andiamo al mare. Sei giorni. Niente di che, ma 6 giorni di cui abbiamo estremamente bisogno, o meglio di cui io ho veramente bisogno.

Cambiare aria, schiarirmi le idee, starmene una settimana senza pensare al lavoro e con Pinino 24 h su 24, non può farmi altro che bene.

Qui a Milano l’aria è irrespirabile, sia in senso fisico che psicologico. Al lavoro stiamo traslocando, lontano da casa, e fra 2 settimane non potrò più concedermi il lusso essere a casa in 8 minuti e di andare dal mio piccino in pausa pranzo, sarò costretta a stare nel mio grigio ufficio. Dovrò trovare il tempo di prepararmi la schiscetta. Dovrò passare dell’inutile tempo in coda in macchina ricominciando a recitare tutto il rosario ogni santo giorno.  L’unica nota positiva è che probabilmente ricomincerò a leggere assiduamente e sarò vicina di ufficio con due mie care amiche. Tutto il resto mi porta un grosso senso di nausea e di vuoto.

I cambiamenti non richiesti non mi piacciono. Sono un’abitudinaria cronica, lo ammetto. Molta gente si lamenta della solita routine, anche io lo faccio, ma in verità vi dico che amo le piccole certezze quotidiane.

Mi danno un senso di stabilità, mi danno forza e consapevolezza. Non amo vivere alla giornata. Non sempre per lo meno.

E il trasferimento del posto di lavoro lontano da casa spezzerà questo mio microcosmo.

Il mio mondo in cui se succede qualcosa in 5 minuti arrivo dappertutto, dove riesco a non arrivare in ritardo anche se non suona la sveglia, dove tutto è a portata di mano.

Un po’ come in ufficio, io voglio tutto sottomano ; stampante, fax, archivio devono essere raggiungibili con un giro di sedia. Non sono dinamica. Non in queste cose per lo meno.

Vedo gente in ufficio che non vede l’ora di alzarsi e andare ovunque (per non parlare di chi non vede l’ora di alzarsi e fare la passerella per l’ufficio, ma questa è un’altra storia), io no. Io mi alzo solo per uscire definitivamente. Non me ne faccio niente del quarto d’ora d’aria, io mi alzo solo per la libertà definitiva. Ed è così anche nella vita.

Ma non voglio pensarci troppo per ora. La settimana di mare mi ricaricherà e il 29 sarà l’alba di una nuova era. Affronteremo anche questo.

Pinino compirà 10 mesi e io dovrò staccarmi ancora di più da lui, sperando che non ci siano ulteriori ripercussioni sul nostro sonno, già parecchio disturbato. A mali estremi diventerò una creatura della notte.

FL

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